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mercoledì 5 aprile 2017

Chakabuki: il gioco dei tè

Per la festività di Rikyuki (la commemorazione del Maestro Sen No Rikyu), la settima generazione di capofamiglia discendenti del Maestro hanno creato le "sette lezioni" ovvero sette tipi di diverse attività di lezioni correlate alla cerimonia del tè che molti allievi possono eseguire attivamente e simultaneamente. Queste lezioni sono state create perché stava aumentando il numero di allievi e diventava impossibile far loro lezione senza sacrificarne alcuni.



Una di queste lezioni è chakabuki ovvero il gioco del tè. Durante questa lezione vi sono cinque allievi che fanno i classici ruoli del maestro, dell'assistente e dei tre ospiti.
Il maestro prepara due tè koicha da due diversi contenitori corrispondenti a due famosi tè storici, segnati su una lavagnetta posta nel tokonoma e affiancata da un terzo tipo definito "altro".




Gli ospiti cercano di memorizzare questi due tè e il maestro comincia a preparare altre tazze di koicha facendo assaggiare un totale di ulteriori tre tazze. Compito degli ospiti è identificare il nome di queste ultime tre tazze di tè e identificarle su un foglietto che verrà consegnato all'assistente il quale ha il compito dello "spoglio"dei fogli segnati dagli ospiti e della loro trascrizione su un grande foglio di carta washi.



Ciascun ospite scegli un pezzo di foglietto, scritto in precedenza, corrispondente a quello che crede essere il giusto tipo di matcha, poi lo piega su se stesso e lo chiude in una busta segnata con il numero della degustazione, mentre ripone gli altri foglietti nella prima piegatura del ventaglio.

E' un tipo di lezione davvero molto divertente che permette di confrontarsi con la complessa degustazione di diversi tipi di matcha, cosa che risulta assai complessa anche per gli allievi più esperti e i maestri.

sabato 1 aprile 2017

Festa delle Camelie 2017 - Tsubaki Matsuri

Come già sapevate da un mio precedente post, anche quest anno, siamo stati ospiti della Festa delle Camelie (Tsubaki Matsuri) a Sant'Andrea di Compito (LU)  a fare delle dimostrazioni di chanoyu aperte al pubblico nella stupenda cornice del parco fiorito di Villa Orsi.




Abbiamo fatto tre dimostrazioni al giorno per due sabati di settimane consecutive; il primo sabato abbiamo organizzato semplicemente con un piedistallo di tatami e un furo. Gli ospiti sedevano tutt'intorno su semplici panche munite di bassi tavolini e l'insieme era decorato dal classico ombrello giapponese. Il sabato successivo, invece, siamo riusciti ad allestire un treppiedi di bambù da cui far pendere delle catene che sostenessero il kama, secondo la classica usanza dell'allestimento all'aperto, ed abbiamo quindi potuto fare la nostra dimostrazione nella versione del "braciere invernale".





Sono intervenuti molti ospiti, entrambe le volte, di tutte le nazionalità, e questo per noi è stato motivo di grande orgoglio. Vi lascio adesso con alcune immagini del posto e delle cerimonie. 









martedì 28 marzo 2017

Rikyuki: chanoyu di commemorazione di Sen No Rikyu

Come la maggior parte di tutti coloro che fanno cerimonia del tè già sanno, Sen No Rikyu è colui che ha codificato la "moderna" cerimonia del tè giapponese, il chanoyu come lo conosciamo oggi. Egli è, sicuramente, la figura chiave, per tutti i praticanti del chado ed è stato un monaco di sommo rispetto.



Durante il suo anniversario viene onorato con una speciale cerimonia del tè commemorativa detta Rikyuki a cui, spesso, si aggiungono alcune varianti come le sette lezioni di cui parlerò approfonditamente in altri post.






C'è molta confusione sul giorno esatto della cerimonia di commemorazione di Sen No Rikyu a seconda che ci si basi sul calendario antico o su quello moderno, alcuni festeggiano alla fine di Febbraio mentre altri alla fine di Marzo.







Io rispetto la data di commemorazione usata dalla Scuola Omotesenke di cui faccio parte: il 28 Marzo.





Si usa commemorare il nostro "fondatore" facendo alla sua immagine, appesa nel tokonoma, un'offerta rituale di una tazza di tè. Questa tazza viene preparata come si farebbe ai nobili o ai monaci importanti (lui era effettivamente un monaco) e cioè con l'ausilio di un piedistallo da mettere sotto la tazza, chiamato tenmoku dai. La tazza che si usa è, infatti, una tazza rigorosamente di stile tenmoku in bianco o nero. Dopo che il maestro ha preparato la tazza, la sistema fuori dal suo tatami dove il primo ospite la prende per portarla nel tokonoma, in offerta al Maestro Rikyu.
Completata questa operazione si procede alla consueta cerimonia del tè usucha dove vengono serviti tutti gli ospiti.



Questa occasione non è importante soltanto per la gestualità tecnica, ma anche, e soprattutto, per rammentarci la via che stiamo seguendo: una via che è solo superficialmente tecnica, ma, in realtà, è estremamente più complessa se si vuole vivere quotidianamente con il giusto spirito di praticanti del chado.