domenica 20 novembre 2016

sabato 19 novembre 2016

Also this year it's robiraki time (English text)



This year I did robiraki with the chatsubo opening ceremony (kuchikiri no chaji).
During the Spring, tea master delivery the chatsubo (tea leaves container) to his favorite tea house because it is filled with tencha leaves, (tea leaves from which, thought tea grinding, is obtained matcha) of the newly occurred collected.
The store put the loose leaves of tencha, which will be used for usucha, on the bottom of the container, than he adds above the small sealed bags containing more prized tencha that will be used for koicha.
Once placed the tea, the shop will seal the cap of chatsubo and will send it back to tea master who held him by until the day of robiraki when it will open the seal and will ensure the first grinding of the leaves of tencha.
In Omotesenke School the opening of the seal and the grinding takes place in private, while in Urasenke School there are specific rituals performed in front of the guests for the opening of the seal and the extraction of the leaves.

During this ceremony, the guest will understand if ask for haiken or not, viewing chatsubo: if it is placed in tokonoma with a simple closure formed by a double knotted silk drawstring at the base of the cap cover (as in the top photo) it is possible to examine it.
When chatsubo has two or more nodes similar to those in the photo below you can't ask to review it.

Once the guest will ask to examine the object, the master will pick it up from the tokonoma and set it as in the first photo of this article, free from kuchikiri (cover cap) and placed horizontally with the "mouth" towards the guests.
The first guest will take chatsubo and take his place, doing "osaki ni" to the second guest and examine one by one the two objects that later will pass between all the participants and will be back in place by the first and last guests.
In these classic technique passages is important to remember that whenever chatsubo is transported must be placed vertically and plugged with kuchikiri, while every time you watch at it or you pass it must be place horizontally and without kuchikiri.
Needless to specify that is of great technical importance  also how to rise kuchikiri and pass it from hand to hand.
As usual in all types of Haiken, you rotate the object of two quarter turns to examine it and offer it to the best side by bringing him however the utmost respect.


The upper photo shows in detail the technical passage in which the first guest observed chatsubo (and to do it rolls slightly to the left and to the right to hear the sound of the tea leaves which move inside).
In the photos below, we can however see how the master, when chatsubo is being reported, places it inside the bag (still be holding the palm of the hand under the base to ensure stability) and transporting it through the  handles until the threshold of the door where, with it, will do "sorè" (bowing ritual) before to leave.





lunedì 14 novembre 2016

Anche questo anno è tempo di robiraki. (Italian text)


Questo anno ho fatto robiraki con cerimonia di apertura di chatsubo: Kuchikiri-no-Chaji o, in giapponese, 口切の茶事
Chatsubo è il contenitore che il Maestro del tè, in primavera, consegna alla Casa da tè di sua fiducia perché venga riempito di foglie di tencha (le foglie di tè da cui, tramite la macinazione, si ricava il matcha) dell'appena avvenuto raccolto. Il negozio mette le foglie sfuse di tencha, che verranno usate per usucha, sul fondo del contenitore, poi aggiunge sopra delle buste piccole e sigillate contenenti tencha più pregiato che verrà usato per koicha. Una volta posizionato il tè, il negozio sigillerà il tappo di chatsubo e lo rimanderà al maestro del tè che lo terrà da parte fino al giorno di robiraki quando ne aprirà il sigillo e provvederà alla prima macinatura delle foglie di tencha.
Nella scuola Omotesenke l'apertura del sigillo e la macinatura avvengono in privato, mentre nella scuola Urasenke vi sono degli specifici rituali eseguiti di fronte agli ospiti per l'apertura del sigillo e l'estrazione delle foglie.



Durante questa cerimonia l'ospite vedrà chatsubo posizionato nel tokonoma e capirà se chiedere o meno al Maestro di poterlo esaminare in base alla sua chiusura. 
Quando chatsubo presenta una chiusura formata da un semplice laccetto di seta doppio annodato alla base della copertura del tappo, come nella foto superiore, l'ospite potrà chiedere al maestro di esaminarlo, mentre se presenta due o più nodi simili a quelli della foto sottostante non potrà chiedere di esaminarlo. 

La foto superiore non è di mia proprietà.

Una volta che l'ospite chiederà di esaminare l'oggetto, il maestro lo preleverà dal tokonoma e lo posizionerà come nella prima foto di questo articolo, libero da kuchikiri (copri-tappo) e messo in orizzontale con la "bocca" verso l'ospite. 
Il primo ospite provvederà a prendere chatsubo e portarlo al suo posto, facendo "osaki ni" al secondo ospite ed esaminare uno alla volta i due oggetti che, dopo, passeranno tra tutti i partecipanti e torneranno al loro posto tramite primo e ultimo ospite.
In questi classici passaggi tecnici è importante ricordarsi che ogni volta che chatsubo viene trasportato deve essere messo in verticale e tappato con kuchikiri, mentre ogni volta che viene esaminato o passato deve essere messo in orizzontale e senza kuchikiri.
Inutile specificare che assume una grande rilevanza tecnica anche il modo di sollevare kuchikiri e di passarlo da una mano all'altra.
Come di consueto in tutti i tipi di haiken, si ruota l'oggetto di due quarti di giro per esaminarlo e porgerlo dal lato migliore portandogli, però, il massimo rispetto.




La foto superiore mostra nel dettaglio il passaggio tecnico in cui il primo ospite osserva chatsubo ( e per farlo lo "rotola" leggermente verso sinistra e verso destra per sentire il suono delle foglie di tè all'interno che si muovono).
Nelle foto sottostanti possiamo, invece, vedere in che modo il maestro, una volta che gli viene riportato chatsubo, lo posiziona all'interno della borsa in rete per poterlo sollevare (tenendo sempre il palmo della mano sotto la base per assicurarne la stabilità) e trasportandolo attraverso i manici fino alla soglia della porta dove, con esso, farà "sorè" (inchino rituale) prima di congedarsi.


Questo articolo ha solo uno scopo culturale e informativo e non potrà mai sostituire una lezione di cerimonia del tè. Spero, tuttavia, che possa essere utile agli studenti per memorizzare, o per far tornare alla mente, determinati passaggi. Per coloro che ancora non studiano, spero invece che possa essere servito ad incuriosire ed incitare allo studio di questa stupenda arte. 

lunedì 7 novembre 2016

Drinking koicha to wait for robiraki (English text)



November is a very intriguing month. 
I deeply love the Fall: nature becomes more intense and tinged with warm and cool colors that invite to close in tea room where the barely audible crackle of burning coals welcome as an irresistible call. 
At this time, over a cup of koicha, is easier to meditate on life, nature and the lessons that only the Way of Tea manages to impart. 




Whit my koicha, today, I began to think about what is the focal point of November for every follower of Chado: robiraki. 
Robiraki is the opening of ro (winter brazier) which coincides with the month of November and with the opening of chatsubo for the first tea of the season. 
The opening of ro and chatsubo should be made, according to tradition, 88 days after it's closure. 
Robiraki takes so much work, but the "installation" of the first coal it is also a great satisfaction and marks the beginning of the winter season and the friendly brazier located in the middle of the room. 




Above and below there are some techniques photos of how to drink koicha and to clean  the cup after drinking. 



domenica 6 novembre 2016

Prendendo un koicha in attesa di robiraki (Italian text)



Novembre è un mese davvero intrigante. 
Io amo profondamente l'autunno: i colori della natura diventano più intensi e si tingono di colori caldi e i primi freddi invitano a chiudersi nella sala da tè dove il crepitio appena udibile dei carboni roventi ci accoglie come un irresistibile richiamo. E' in questi momenti, davanti a una tazza di koicha, che risulta più facile meditare sulla vita, sulla natura e sugli insegnamenti  che solo la Via del Tè riesce ad impartire.




Con il mio koicha, oggi, ho cominciato a pensare a quello che è il punto focale del mese di Novembre per ogni seguace del Chado: robiraki. 
Robiraki è l'apertura di ro (braciere invernale) che coincide con il mese di Novembre e con l'aperture di chatsubo per il primo tè della stagione. L'apertura di ro e chatsubo dovrebbe essere fatta, secondo la tradizione, 88 giorni dopo la sua chiusura.
Robiraki richiede tanto tanto lavoro, ma la "posa" del primo carbone da anche una grandissima soddisfazione e segna l'inizio della stagione invernale e dell'accogliente carbone posizionato nel mezzo della stanza. 




Sopra e sotto alcune foto tecniche di come si beve koicha e come si pulisce la tazza di koicha dopo aver bevuto.





giovedì 3 novembre 2016

Haigata without charcoals! (English text)


The word "haigata" in Japanese means the arrangement of ash (specific ash for the use in tea ceremony) inside the brazier, both summer and winter.
The ash is very important because it serves as the basis of the above charcoals and also has a nice aesthetic effect.
Put the ash is a complex art in the ceremony since each type of grate has a different form of ash.
The ash is first basted and then, once given a summary form, it is "smoothed" with appropriate tools. 
Usually with electric coals you can not use the ash and that is a shame because you lose a lot of aesthetic of the brazier.
However doing a lesson, to save money and time, we use the fake coals to have the appearance of true of true coals and light up just as the red - hot - coals but they are made of synthetic materials and emit light and heat due to electricity.
I recently discovered a system in order to use the ash with synthetic charcoals could also make a "partial" haigata. 




There are the "plates of fake coals" electrical which can be inserted in a protective disk enable you to put the ashes in the edge you can put it appropriately smoothing (not, unfortunately, be able to get all the traditional forms required by the various types of braziers).



I haven't yet a maekegawara (half moon ceramics that plugs into the ash in front of the embers) suitable for furo cast iron (should be orange ) so I had to adapt with my white one.
Here in these photos there are some examples of what as been the end result that has me very satisfied. 




sabato 29 ottobre 2016

Haigata senza carbone!

Per haigata si intende la sistemazione della cenere (cenere specifica per l'uso in cerimonia del tè) all'interno del braciere, sia estivo che invernale.
La cenere è molto importante perché fa da base ai soprastanti carboni ed ha anche un bell'effetto estetico.
Mettere la cenere è un'arte complessa in cerimonia del tè poiché ogni tipo di braciere ha una diversa forma di cenere.
La cenere viene prima imbastita e poi, una volta data sommariamente la forma, viene "lisciata" con appositi utensili.
Tuttavia facendo lezione, per risparmiare, si usano i finti carboni che hanno l'aspetto di veri carboni e si "accendono" proprio come dei carboni roventi, ma sono fatti di materiali sintetici ed emettono luce e calore grazie all'energia elettrica.
Di solito con i carboni elettrici non si può usare la cenere e questo è un vero peccato perché si perde molto dell' estetica del braciere.
Ho recentemente scoperto, però, un sistema per poter usare la cenere con i carboni sintetici potendo fare anche un "parziale" haigata.







Esistono delle "piastre di finti carboni", elettriche, che si possono inserire all'interno di un disco protettivo consentendo di mettere nei bordi la cenere e poterla sistemare lisciandola adeguatamente (senza, purtroppo, poter ottenere tutte le forme tradizionali richieste dai vari tipi di bracieri).




Non possiedo ancora un maekegawara (la mezza luna di ceramica che si inserisce nella cenere di fronte alle braci) adatto al furo in ghisa (dovrebbe essere di colore arancione) quindi mi sono dovuta adattare con il mio bianco. 
Ecco in queste foto qualche esempio di quello che è stato il risultato finale che mi ha molto soddisfatta.